Rassegna Stampa
Cooperativa Sociale AltraCittà
A cura della Cooperativa Sociale AltraCittà di Padova
via Montà 182, 35136 PD, tel 049-8901375, www.altravetrina.it, altracittacoop@libero.it, P.IVA e C.F. 03865710283
A cura di Flavio Casagrande, Aldo Selan, Sergio Volpon
- IL GRUPPO DI LAVORO DELLA RASSEGNA STAMPA
- 12/10/09 Il Gazzettinio PD - Altra Vetrina, una bottega di cose colorate
- 18/10/09 La Difesa del Popolo - Altra Vetrina, altra opportunità
- 11/09 Ristretti Orizzonti N°6 - AltraCittà: una vetrina colorata tra crisi e sovrafollamento -A-
- 11/09 Ristretti Orizzonti N°6 - AltraCittà Cooperativa: I nostri numeri -B-
- 12/11/09 La Nuova Venezia - (Fatte dai detenuti per Giuliana Longo) Borse porta-basco con la «Nuova»
- 09/01/10 Il Mattino di Padova - Ecco Ri.a.pro, agenda curata dai detenuti
- 23/01/10 La voce di Ravenna - Geniale trovata del cappellaio Manzoni trasforma La voce in sporta -A-
- 23/01/10 La voce di Ravenna - I giornali trasformati in sportine -B-
- 12/03/10 La Repubblica - Seconda chance -A-
- 12/03/10 La Repubblica - Stili di vita sostenibili, "Fa' la cosa giusta" -B-
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IL GRUPPO DI LAVORO DELLA RASSEGNA STAMPA
IMPAGINAZIONE |
INDICIZ.-THESAURUS |
ORGANIZ. FASCICOLI |
Mohamed Chedly Chehaibi |
Alberto Savi |
Alberto Savi |
Plarent Cokaj |
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Aldo Selan |
Alessandro Darisi |
ARCHIVIO |
Sergio Volpon |
Romdhani Kheireddine |
Flavio Casagrande |
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Michele Mason |
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SELEZIONE ARTICOLI |
Eros Murador |
GESTIONE SITO |
Giancarlo Residori |
| Alfredo Salvatore |
Alberto Savi |
Aldo Selan |
Aldo Selan |
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Antonio Sonego |
| Sergio Volpon |
GRAFICA |
Sergio Volpon |
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Flavio Casagrande |
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COORDINAMENTO |
Bruno Boscato, volontario, consulenza informatica Coop "AltraCittà" |
Maria Stella Dal Pos, volontaria |
Marianita De Ambrogio, volontaria, area internazionale |
Rossella Favero, Coop "AltraCittà" |
Valentina Franceschini, Coop "AltraCittà" |
| Valentina Michelotto, Coop "AltraCittà" |
Elisa Nicoletti, volontaria |
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domenica 12 ottobre 2009 |
DETENUTI
Altra Vetrina,
una bottega di cose colorate
(D.B.) Nel centro di Montà è stata inaugurata l'AltraVetrina, bottega artigianale che fa capo alla cooperativa sociale Altra Città.
Sugli scaffali del luminoso locale, che si trova all'incrocio tra le vie Montà e Capitello, vicino alle scuole dell'obbligo, in bella esposizione scatole coforate, fogli stampati a mano, carta regalo, allegri bigliettini, agende, notes, borse, e moltissimi altri oggetti, su richiesta personalizzati, realizzati artigianalmente anche con carta da giornale da una ventina tra detenuti ed ex, tutti abili cartotecnici.
Inoltre, gli artisti Sabrina Galíazzo e Nelu Pascu firmano due collezioni di articoli (calendari, notes, agende) incantevoli dedicati alla Specola, al Prato della Valle e ad altri argoli di Padova.
Denominatore comune: eleganza e bellezza: «Proponiamo solo cose belle - spiega Rossella Favero responsabile del negozio - e siamo molto felici di esserci trasferiti a Montà, dove siamo stati accolti con interesse e simpatia dalla popolazione».
E aggiunge: «La situazione di vita nelle carceri di Padova a causa di un eccessivo sovraffollamento sta diventando ogni giorno più difficile. Noi con la nostra bottega piena di cose belle e allegre vogliamo porci sul territorio. Come un segnale visibile di speranza».
Il sovraffollamento delle carceri padovane è un problema che preoccupa tutti. Giorni fa la direttrice della casa circondariale ha inviato una lettera in Procura.
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domenica 18 ottobre 2009 |
Altra vetrina, altra opportunità
Nuovo laboratorio e punto vendita
a favore dell'inserimento lavorativo
Un edificio con la facciata di mattoni rossi, due grandi vetrine e un'insegna colorata con la scritta "Altra città... Altra vetrina".
Il nuovo negozio della cooperativa sociale Altra città è stato recentemente inaugurato a Padova in via Montà 182, all'incrocio con via Capitello. Uno spazio aperto, gestito dalla cooperativa che si occupa di inserimento lavorativo e sociale di detenuti ed ex detenuti e proposto come filo conduttore tra carcere e territorio. «E' un punto vendita, oltre a essere laboratorio artigianale — spiega Rossella Favero, presidente di Altra città — dove si possono trovare "coccole" di carta e cartone, libri, quaderni, agende, scatole con grafica personalizzata, borse realizzate riciclando i giornali, carte decorate a mano e davvero tante altre creazioni, che sono state accolte in queste settimane con interesse e simpatia dai cittadini di Montà». Oltre alla vendita, nel laboratorio artigianale collocato all'interno del negozio si cura anche la rilegatura e il restauro di vecchi volumi. Cartotecnica, catalogazione e gestione di biblioteche, grafica editoriale, legatoria e restauro del libro, supporto al riordino di archivi: sono questi i settori in cui opera Altra città, con ventuno dipendenti e numerosi volontari, sia all'interno della casa di reclusione e di quella circondariale sia nel territorio della provincia di Padova (nei comuni di Galliera Veneta, Limena, San Giorgio in Bosco, Trebaseleghe).
«L'apertura di questa nuova "vetrina" in via Montà e il conseguente abbandono della vecchia sede di via Folengo — precisa Rossella Favero — è stata una scelta legata sia allo sviluppo della nostra attività, avvenuto nel corso del tempo, sia alla necessità di essere maggiormente presenti sul territorio. Crediamo infatti sia importante interpretare il carcere, in particolare in questa zona vicina al Due Palazzi, come mondo di laboriosità e ideazione e non solo come luogo di pena. Quello attuale è un momento drammatico per gli istituti di detenzione, pesantemente gtravati dal problema del sovraffollamento.
Ecco che "aprire" il carcere alla città, stimolando la risposta del territorio, ci è sembrato come accendere una piccola luce di speranza per questa realtà di forte disagio».
Cooperative sociali, dunque, come opportunità per il detenuto e l'ex detenuto e anche come vantaggio per la società, in quanto offrono concrete possibilità di recupero e inserimento sociale a situazioni di
grave emarginazione e di sofferenza. «Crediamo sia più utile puntare a reinserire la persona — sostiene Favero — perché solo in questo modo può crescere. E fondamentale per un detenuto avere la possibilità di misurarsi con il mondo del lavoro, condividere la propria esperienza nella realtà della cooperativa stessa, intesa come ambiente dove il lavoro ha sì significato, ma racchiude anche molta umanità. A Padova si può, e questo grazie anche alla grande collaborazione presente tra le cooperative e l'équipe tecnico professionale carceraria, che valuta e si esprime sul percorso formativo intrapreso dai detenuti».
Le statistiche del ministero di grazia e giustizia rilevano che la recidiva di chi viene inserito gradualmente nel territorio è molto più bassa rispetto a chi, scontata la pena, si ritrova improvvisamente a dover affrontare la quotidianità fuori dal carcere, senza avere avuto precedenti occasioni di impiego. «La realtà socio economica locale — conferma Favero — non è in
grado di offrire lavoro a detenuti ed ex detenuti e le aziende, dal canto loro, difficilmente assumono persone che hanno avuto un percorso di questo tipo. Ecco che la cooperativa sociale, in questo scenario, si inserisce come "ago della bilancia". Altra città, in sei anni di attività, ha visto passare circa una cinquantina di persone, e la maggioranza è oggi regolarmente inserita in altre realtà produttive».
Attualmente la coop garantisce impiego a quindici persone e nel laboratorio artigianale di via Montà lavora come artigiano un ex detenuto, un tunisino di quarant'anni che pur avendo scontato la pena è ancora in libertà vigilata con obbligo di firma. «Per questo ragazzo — conferma Rossella Favero — il percorso di inserimento è stato sicuramente positivo: ha ottenuto una "borsa lavoro", è riuscito a essere assunto e a diventare nostro dipendente. In questura ci dicono: magari fossero tutti come lui!».
Giulia Golo
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N°6 novembre 2009 |
ALTRACITTÀ:
una vetrina
colorata tra crisi e
sovraffollamento
A CURA DELLA REDAZIONE
La Cooperativa AltraCittà ha inaugurato il nuovo negozio in Via Montà 182 a Padova: il carcere da notizia di sé con una vetrina colorata, in un momento drammatico, con istituti superaffollati, operatori penitenziari sottodimensionati rispetto alle necessità, clima esacerbato sulla "certezza della pena" (certezza della galera).
In questo momento aprire nel territorio vicino alle due carceri della città una vetrina di 'cose belle e di qualità' prodotte dai detenuti, ostinarsi a dare notizia del fatto che il carcere può nascondere laboriosità, lavoro, creatività, significa tenere accesa tenacemente la fiammella, calore e luce, della speranza e della ragionevolezza.
Il valore simbolico dell'evento è stato sottolineato dal fatto che il taglio del nastro è stato affidato ai due direttori degli istituti penitenzairi di Padova, la dottoressa Antonella Reale (Casa Circondariale) e il dottor Salvatore Pirruccio (Casa di Reclusione), la prima alle prese ogni giorno con quasi il triplo delle presenze previste dalla capienza (240-270 contro 98), il secondo alle prese con il dramma, per la prima volta in questa Reclusione, della terza branda in celle da uno.
AltraCittà è infatti una cooperativa che lavora in carcere e per il carcere. Nasce nel novembre 2003, su iniziativa di dieci donne attive nel settore della formazione degli adulti.
Lo scopo della cooperativa è l'offerta di formazione e sbocco professionale a persone, che provengono da situazioni di disagio sociale.
Il negozio aperto in Via Montà è la vetrina di questo impegno sociale. I prodotti esposti sono realizzati da persone detenute, dipendenti della cooperativa, che lavorano nel laboratorio di legatoria all'interno della casa di reclusione di Padova; un ex detenuto lavora nel nuovo negozio.
Al cliente AltraCittà offre anche oggetti personalizzati e con immagini esclusive di opere di Nelu Pascu e Sabrina Galiazzo, si accolgono lavori di restauro del libro, si offrono servizi di documentazione (rassegna stampa), di catalogazione e di archivio, si eseguono lavori di grafica, si fanno convenzioni con Comuni del territorio per servizi di manutenzione e biblioteca.
-A-
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N°6 novembre 2009 |
AltraCittà Cooperativa: I nostri numeri
29 soci, 18 lavoratori dipendenti
14 detenuti o ex detenuti lavoratori dipendenti
2 persone svantaggiate in borsa lavoro (progetto "Carcere" Comune di Padova)
8 soci volontari
38 persone detenute accompagnate al lavoro dal 2004 a oggi
4 Comuni della provincia di Padova convenzionati per servizi di biblioteca e archivio, manutenzione, ecocentro (Limena, San Giorgio in Bosco, Galliera Veneta, Trebaseleghe)
1 laboratorio di legatoria e cartotecnica nella Casa di Reclusione di Padova (formazione e lavoro)
1 laboratorio di cartotecnica in via Montà 182 a Padova
1 laboratorio di rassegna stampa e documentazione nella Casa di Reclusione di Padova
1 laboratorio di grafica in via Montà 182 a Padova
2 biblioteche in gestione (Casa di Reclusione-Progetto "Biblioteca e documentazione in carcere"/Regione del Veneto; Casa Circondariale-Progetto "Carcere"/Comune di Padova); inoltre servizi di catalogazione per scuole del territorio (Liceo Cornaro di Padova, Liceo Ferrari di Este...)
1 collaborazione con l'Archivio generale del Comune di Padova per la gestione del laboratorio di restauro della carta e del libro
1 convenzione con l'associazione Amissi del Piovego
365 Problemi all'anno
366 Soddisfazioni all'anno
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giovedì 12 novembre 2009 |
Fatte dai detenuti per Giuliana Longo
Borse porta-basco
con la «Nuova»
Piccole shopping porta-basco fatte con le pagine della Nuova Venezia. Da qualche giorno decorano la vetrina del negozio di cappelli di Giuliana Longo, in calle del Lovo, messe ordinatamente in fila per cinque con ì cappelli che spuntano tra i manici come tanti soli colorati. Sono stati fatti dalla Cooperativa di carcerati Altracittà di Padova a cui la stilista si è rivolta per avere qualcosa di insolito in cui infilare i baschetti di lana per l'inverno. Saputo da una volontaria che i detenuti dei Due Palazzi facevano borse di carta riciclata, Giuliana ha commissionato loro tante piccole shopping scegliendo la carta del nostro giornale. Piegate, pressate e trattate per resistere alla pioggia, le pagine della Nuova sono così
diventate piccole shopping piene di notizie. «E' un'iniziativa tra il solidale e il promozionale» spiega Giuliana Longo. E il giornale
porta-basco sta già facendo proseliti. Un commerciante di Ravenna, vista la vetrina, è subito entrato per chiedere informazioni e ha
annunciato che farà fare le borse per il proprio negozio con il Resto del Carlino.
(m.pi.)
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sabato 9 gennaio 2010 |
LANCIATA DA CSV
Ecco Ri.a.pro, agenda curata dai detenuti
Come da tradizione, il Csv accompagna il nuovo anno delle associazioni e dei cittadini con l'agenda Ri.a.pro, realizzata in collaborazione con l'associazione Granello di Senape e la coop Altracittà, da anni impegnate nel territorio nel sostegno e nel reinserimento di persone detenute. L'edizione 2010 dell'agenda è arricchita dai disegni creati dalla fantasia dei detenuti di San Vittore e tratti da «Innocenti evasioni. Manuale di oggettistica carceraria», il volume edito da No Replay, dal quale è tratto svariato materiale utilizzato. «Un'opera; che ci accompagnerà nel 2010, con un pensiero e uno sguardo alle persone che l'hanno realizzata», dice Csv.
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sabato 23 gennaio 2010 |
Geniale trovata
del cappellaio
Manzoni
trasforma
La voce
in sporta
RAVENNA - Una moratoria sugli ipermercati in Provincia. La Confesercenti tenta con un ultimo appello alle istituzioni di frenare l'aumento del range (68.500 metri quadri) al piano del Commercio provinciale sulla grande distribuzione. Roberto Manzoni, presidente provinciale dell'associazione di commercianti affida ad una nota le sue considerazioni: "E' il momento delle scelte coraggiose". Lo ascolteranno?
-A-
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sabato 23 gennaio 2010 |
La cappelleria Manzoni ha lanciato una curiosa iniziativa
I giornali trasformati in sportine
RAVENNA - Trasformare i giornali in sportine per ridar loro vita. E' l'idea di Roberto Manzoni, titolare della cappelleria di via Gordini e presidente regionale Confesercenti. "Non sono un ecologista spinto - ammette - ma per i prodotti trattati, da sempre cerco materie prime naturali sempre più rare e preziose": Ora ha fatto produrre alla cooperativa sociale onlus "AltraCittà", che è impegnata nel reinserimento sociale dei carcerati, le sportine grazie al progetto "ridiamo vita ai giornali". La cooperativa trasforma in sportine le pagine dei quotidiani locali, rendendole impermeabili. "A seconda del gradimento continueremo a farle produrre o meno. Costano un poco di più ma con un po' di responsabilità diamo un piccolo segnale per dare un futuro meno inquinato alle prossime generazioni. Forse - conclude Manzoni - contribuisce alla salute e all'ambiente più che non lavorare il giovedì".
-B-
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venerdì 12 marzo 2010 |
Seconda
chance
"Sprigioniamoci", il lavoro occasione di riscatto
ANNA CIRILLO
Anche in carcere ci può essere una seconda chance da coltivare dietro le sbarre per utilizzarla in un futuro di libertà. DaMilano a Lecce, da Venezia a Torino sono molte le cooperative sociali che offrono prodotti e servizi di eccellenza, realizzati in prigione dai detenuti che così impiegano il proprio tempo, ricevono un compenso economico come soci e imparano un lavoro che potrà essere loro utile a fine pena. Un ventaglio di realtà diverse che ora si presenta nella tre giorni di "Fa la cosa giusta!" con la bella sigla «Sprigioniamoci». La Banda Biscotti, per esempio, è il marchio legato alla produzione di dolci all'interno del laboratorio di cucina del carcere di Verbania, mentre nella casa di reclusione di Fossano si produce la linea di prodotti di design per interni Ferro&Fuoco. RioTerà dei Pensieri, dalla calle che costeggia il carcere maschile di Santa Maria Maggiore a Venezia, si chiama, invece, la linea di prodotti cosmetici di qualità con erbe officinali, messa in piedi dalla cooperativa sociale di detenuti e detenute del penale femminile alla Giudecca, venduta anche ad alberghi a 4 stelle come il Bauer. Una cooperativa attiva dal 1994, che ha iniziato con un laboratorio di pelletteria, poi di sartoria, ora anche di serigrafia. «La cosmesi nasce dalla competenza di un ex dirigente della Mira Lanza in pensione — spiega il presidente della cooperativa, Gianpietro D'Errico — che ha creato il primo laboratorio. Produciamo una quindicina di specialità diverse, circa200mila euro di fatturato, e vorremo allargarci. E poi abbiamo il nostro Orto delle Meraviglie, in cui ledetenute coltivano ortaggi bio e li vendono all'esterno del carcere ogni giovedì, rifornendo anche iGas di quartiere». L'ultima attività, che coinvolge sette detenuti, è il laboratorio di taglio del vetro per il mosaico. Si producono tessere artigianali per un grosso gruppo del settore, che voleva decentrare questo tipo di attività, portandola fuori dall'Italia, ma poi ha stipulato un contratto con la cooperativa.
Le detenute nelle carceri di massima sicurezza di Trani e Lecce, invece, sono state coinvolte in Made in Carcere, grazie ad una idea nata due anni fa da Luciana Delle Donne, 48 anni, ex dirigente di banca. In tre laboratori 15 persone, inquadrate con orario di lavoro, stipendio e periodi di ferie, realizzano borse, buste, ogggetti con scarti di tessuti e pelle. «E' un modo per stimolare anche la loro creatività — dice la fondatrice — che, in un luogo restrittivo come questo carcere, qui finiscono i 41 bis, viaggia a mille. Ricicliamo i materiali di scarto per offrire un'altra occasione alle detenute e una doppia vita a tessuti e oggetti». Anche Altracittà, cooperativa sociale nata da 10 donne a Padova, si occupa di inserimento di detenuti ed ex detenuti, proponendo formazione in laboratori
di legatoria e cartotecnica.
E poi c'è Milano, con due realtà molto attive e conosciute. La cooperativa Alice, dal 1992 nella sezione femminile di San Vittore crea abiti per le opere della Scala del Regio di Parma, la tv, il cinema, gli show room, formando sarte fatte e finite - un centinaio di donne sono passate di qui - e sforna un migliaio di articoli al mese tra abiti, borse, gadget. Alice si avvia anche ad aprire un negozio esterno, Sartoria San Vittore, dove metterà in vendita la propria linea E iI carcere di Bollate, dove, tra le molte attività, spicca la cooperativa di giardinaggio Cascina Bollate: sette detenuti producono 90 mila piante l'anno, tra cui rose antiche e rarità stagionali. «L'intenzione è farne dei veri giardinieri professionisti — dice Susanna Magistretti, ideatrice della cooperativa — che sappiano la differenza tra le piante e conoscano le complicazioni e le complessità dei giardini».
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venerdì 12 marzo 2010 |
La fiera
Stili di vita sostenibili, "Fa' la cosa giusta"
DA OGGI a domenica «Fa' la cosa giusta!» a Fieramilanocity la manifestazione nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in 24 mila metri quadrati con 620 espositori. Cibo bio, abitare, commercio, trasporti, verde, fashion, no profit e carcere si presentano all'insegna della sostenibilità, con cinque ristoranti e tantissimi laboratori per adulti a bambini, oltre a numerosi incontri. Ingresso, da porta Scarampo 14, a 5 euro con l'acquisto del catalogo, orari oggi 9-21, domani fino alle 23 e domenica 10-19 (per informazioni: www.falacosagiusta.org)
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